Perugia-Ostiamare: guida all’avversario

Perugia-Ostiamare: l'ex Vittorio Parigini e un mix di talenti, con la proprietà e il progetto di Daniele De Rossi, per la prima dei Grifoni in campionato. Una neopromossa tutt’altro che sprovveduta al Curi.

Perugia - Ostia Mare manifesto partita stile vintage

Perugia-Ostiamare | Serie C – Girone B – 1ª giornata | domenica 23 agosto 2026, ore 21:00 | Stadio “Renato Curi”, Perugia.

Il Renato Curi riapre le porte al campionato e il primo avversario del nuovo Perugia sarà una squadra che torna tra i professionisti dopo 35 anni. Arriva da Ostia, veste di bianco e viola, porta un gabbiano sullo stemma e negli ultimi diciotto mesi è diventata uno dei progetti più curiosi del calcio italiano.

L’Ostiamare che domenica affronterà il Grifo è infatti la squadra di Daniele De Rossi, che ne è proprietario dal gennaio 2025, e da pochi giorni ha come presidente suo padre Alberto De Rossi, per oltre trent’anni uomo del settore giovanile della Roma. Tra l’ossatura della passata stagione e i nuovi arrivi, rivedremo al Curi anche un ex-biancorosso Vittorio Parigini.

Cenni storici e curiosità Ostiamare

L’Associazione Sportiva Ostia Mare nasce nel 1945, nell’immediato dopoguerra, anche se sul litorale romano si giocava già a calcio da prima. La società precedente, l’AS Ostia, esisteva già dal 1923. La società attuale rappresenta Ostia e il X Municipio di Roma.

Il simbolo è il gabbiano, presenza quasi inevitabile per una squadra che rappresenta il mare di Roma. I colori sociali sono il bianco e il viola.

All’origine la società vestiva il colore granata. Il bianco e il viola arrivarono negli anni Cinquanta durante la presidenza di Odoardo Giandotti, toscano e appassionato della Fiorentina. Da quella passione nacque una scelta cromatica rimasta poi definitiva.

Il salto degli anni Ottanta

Per buona parte della propria esistenza l’Ostiamare si muove nei campionati regionali del Lazio.

La prima svolta arriva nel 1983, con l’acquisizione del titolo sportivo de La Rustica e l’ingresso nel Campionato Interregionale, l’antenato della Serie D.

Alla fine degli anni Ottanta l’Ostiamare conquista la Serie C2 e rimane tra i professionisti per due stagioni consecutive, quelle del 1989/90 e 1990/91.

Anche allora esisteva un filo con la Roma. Durante la presidenza di Dino Viola si sviluppò infatti una collaborazione legata soprattutto alla valorizzazione dei giovani.

Quella Serie C sfiorata nel 2020

Prima della promozione dello scorso aprile c’era stata un’altra occasione per riportare il calcio professionistico ad Ostia.

Nel 2020, nella stagione interrotta dalla pandemia, l’Ostiamare si trovò nelle condizioni per valutare un possibile ripescaggio in Serie C.

Il problema era lo stadio: la società spiegò pubblicamente che gli interventi necessari per adeguare l’impianto ai parametri della categoria rendevano estremamente complicata l’operazione.

La Serie C rimase un’occasione mancata.

La crisi e il ritorno di Daniele De Rossi

Per capire l’Ostiamare che arriva domenica al Curi bisogna tornare al gennaio 2025: il club attraversa un periodo complicato e il futuro della società appare incerto. È in quel momento che compare un nome conosciuto da chiunque abbia seguito il calcio italiano negli ultimi vent’anni.

Daniele De Rossi acquista l’Ostiamare.

Prima dell’Olimpico, della fascia da capitano della Roma, della Nazionale e del Mondiale del 2006, De Rossi aveva giocato proprio nel settore giovanile lidense tra il 1997 e il 2000, prima del passaggio alla Roma.

Insomma, più che un investimento in una squadra di Serie D, un ritorno al punto di partenza.

De Rossi spiegò allora di voler costruire un club solido, trasparente e innovativo, capace soprattutto di rinsaldare il rapporto fra la squadra, le famiglie e il territorio.

Un concetto che da allora compare quasi ossessivamente nella comunicazione dell’Ostiamare: territorio, settore giovanile, identità.

La promozione: 79 punti e Serie C dopo 35 anni

I risultati sono arrivati molto rapidamente.

Nella stagione 2025/26 l’Ostiamare allenata da David D’Antoni ha dominato uno dei gironi più competitivi della Serie D, quello F.

Il campionato si è chiuso con 79 punti in 34 partite, frutto di 24 vittorie, 7 pareggi e appena 3 sconfitte. Sessantacinque i gol segnati, 25 quelli subiti. Dietro sono rimaste Ancona, a quota 76, e Teramo, a 74.

Alberto De Rossi presidente

Il 6 agosto 2026 l’Ostiamare ha annunciato Alberto De Rossi, padre di Daniele, come nuovo presidente.

Alberto De Rossi arriva dopo oltre trent’anni trascorsi nella Roma, soprattutto nel settore giovanile. Con la Primavera giallorossa ha conquistato due campionati Primavera, tre Coppe Italia Primavera e una Supercoppa Primavera, contribuendo alla crescita di numerosi calciatori poi arrivati nel professionismo.

E non farà soltanto il presidente: a De Rossi senior è stata affidata anche la gestione dell’area tecnica, con il compito di coordinare il progetto sportivo dalla prima squadra fino al settore giovanile.

È forse questo l’aspetto che rivela meglio dove vuole andare l’Ostiamare: non soltanto acquistare calciatori per mantenere la Serie C, ma provare a costruire una filiera che parta dai bambini e arrivi alla prima squadra.

D’Antoni, l’allenatore della promozione, resta al timone

La società ha confermato David D’Antoni, artefice della promozione, allungandogli il contratto fino al 2028.

Una scelta di continuità piuttosto chiara per una neopromossa che, pur cambiando molto nella rosa, non ha voluto ripartire da zero.

Nello stesso comunicato con cui è stato annunciato il rinnovo del tecnico viene confermato anche Adriano D’Astolfo nel ruolo di direttore sportivo.

“Radici e Ali”

Per la stagione 2026/27 l’Ostiamare ha scelto per la nuova maglia il nome “Radici e Ali”.

Le radici sono Ostia, la storia del club e il rapporto con il territorio. Le ali, naturalmente, sono quelle del gabbiano ma anche il riferimento alle nuove ambizioni della società.

È nata una divisione dedicata alla responsabilità sociale, “Un Mare di Valori”, con iniziative legate a inclusione, educazione, prevenzione sanitaria e sostegno al territorio. Nell’agosto 2026 è stata inoltre annunciata una partnership triennale con il Policlinico Campus Bio-Medico, che diventa partner medico della società.

Per una società appena arrivata dalla Serie D è un’organizzazione decisamente più strutturata rispetto a quella che normalmente ci si aspetta da una neopromossa.

L’esordio ufficiale: eliminata ai rigori dal Latina

Domenica 16 agosto l’Ostiamare ha giocato al Francioni contro il Latina nel primo turno della Coppa Italia di Serie C.

La partita si è chiusa sull’1-1 nei tempi regolamentari. Latina avanti al 78′ con Sussi, Ostiamare capace di pareggiare nel recupero grazie ad un rigore trasformato da Vittorio Parigini.

Ai rigori, però, i biancoviola non ne hanno segnato neppure uno: errori di D’Andrea, Vianni e Gerbaudo e qualificazione al Latina. Il risultato è 4-1 dopo i calci di rigore.

D’Antoni ha schierato dal primo minuto Vertua in porta; Piroli, Buono, Castaldo e Tesauro nel reparto arretrato; Spinosa, Gerbaudo e Donsah in mezzo; Tosku alle spalle di Tonin e D’Andrea.

Dalla panchina è entrato anche Parigini, autore del primo gol ufficiale dell’Ostiamare nella nuova stagione.

Indicazioni ancora parziali, naturalmente, ma sufficienti per capire che il Perugia non troverà domenica una squadra arrivata al professionismo per fare semplicemente presenza. Alla vigilia D’Antoni ha indicato soprattutto personalità e capacità di adattarsi subito alla nuova categoria come gli aspetti da mettere alla prova al Curi.

Ostiamare 2026/27: esperienza per affrontare il salto in C

L’Ostiamare che si presenta al Curi conserva alcuni uomini della promozione, ma durante l’estate ha cambiato passo sul mercato. La società di Daniele De Rossi non si è limitata a completare la rosa della Serie D: ha cercato giocatori abituati al professionismo, affiancandoli a giovani provenienti dai vivai di club di categoria superiore.

Il nome di maggiore esperienza per la difesa è Riccardo Brosco, classe 1991, oltre 350 presenze tra Serie B e Serie C con, fra le altre, Pescara, Ternana, Latina, Ascoli, Vicenza e Foggia. Sulle fasce sono arrivati Antonio Castaldo, 2006 cresciuto nel Parma, e lo sloveno Anej Korosa, classe 2007 in prestito; è stato inoltre acquistato definitivamente dalla Roma Emanuele Tesauro, già a Ostia nella stagione della promozione. Tra i pali resta Filippo Lapo Vertua, 2006 dell’Empoli, confermato dopo l’annata scorsa, mentre è tornato anche Alessandro Morlupo.

A centrocampo l’innesto più pesante è Matteo Gerbaudo, cresciuto nella Juventus e con una lunga carriera tra B, C e Serie D. Accanto a lui D’Antoni può contare ancora su Godfred Donsah e soprattutto su Marco Spinosa, uno dei protagonisti della cavalcata dello scorso anno: dieci gol partendo dalla mediana. Confermato anche il veterano Danilo Piroli, riferimento della retroguardia e altro elemento del gruppo che ha vinto il girone F. Dal Genoa è arrivato inoltre il giovane Filippo Carbone.

È però in attacco che l’Ostiamare ha aggiunto più alternative. Riccardo Tonin, prelevato dal Pescara, è il nuovo riferimento centrale; Filippo D’Andrea è arrivato dal Pineto in prestito con opzione; dal Bologna è stato preso Flavio Ferrari, dal Cesena Frederik Tosku, mentre Ismaila Badje, già presente nella stagione della promozione, è stato acquistato definitivamente. Completano il reparto il giovanissimo Francesco Galastri e soprattutto Vittorio Parigini.

Una rosa costruita mescolando esperienza di categoria e giocatori ancora da sviluppare.

D’Antoni, uno specialista delle promozioni

A guidare il gruppo è ancora David D’Antoni, 47 anni, viterbese, ex centrocampista con una lunga carriera professionistica. Ha esordito in Serie A con l’Empoli e ha vestito, tra le altre, le maglie di Alessandria, Vis Pesaro, Salernitana, Cesena, Genoa, Venezia, Frosinone, Rimini e Ternana. A Frosinone ha trascorso il periodo più lungo della carriera, superando le cento presenze.

Appesi gli scarpini al chiodo nel 2014, ha cominciato subito ad allenare. Sorianese, Monterosi, settore giovanile del Frosinone, ancora Monterosi, Cynthialbalonga, Romana e Guidonia le principali tappe prima dell’arrivo a Ostia nell’estate 2025. Con il Monterosi aveva già conquistato nel 2021 la promozione dalla D alla C; con l’Ostiamare ha ripetuto l’impresa al primo tentativo.

Le statistiche della carriera indicano spesso il 3-5-2 come suo sistema di riferimento, ma l’Ostiamare della seconda parte della scorsa stagione si è stabilizzata soprattutto sul 4-3-3. Una squadra ordinata, verticale, capace di accompagnare l’azione con le mezzali e di cambiare disposizione senza bisogno di sostituzioni.

Anche nell’estate 2026 D’Antoni ha alternato il tridente a una soluzione più stretta, vicina al 4-3-1-2.

Come può giocare al Curi

L’indicazione più attendibile arriva dal primo turno di Coppa Italia Serie C contro il Latina. D’Antoni è partito con Vertua in porta; Tesauro, Piroli, Buono e Castaldo nel reparto difensivo; Spinosa, Gerbaudo e Donsah a centrocampo; Tosku a muoversi alle spalle di Tonin e D’Andrea. L’Ostiamare ha creato tre occasioni importanti nel primo tempo proprio con D’Andrea, è andata sotto nel finale e ha trovato l’1-1 al 92’ con Parigini su rigore, prima dell’eliminazione ai tiri dal dischetto.

La formazione-base più probabile è quindi: Vertua; Tesauro, Piroli/Brosco, Buono, Castaldo; Spinosa, Gerbaudo, Donsah; Tosku/Parigini, Tonin, D’Andrea. Più che i numeri del modulo conteranno le posizioni: con Parigini largo si torna facilmente al 4-3-3, mentre Tosku può stringersi dietro le due punte.

Parigini, al Curi da ex

L’esterno torinese, classe 1996, è arrivato a Ostia dalla Sambenedettese a titolo definitivo firmando un biennale. Ha giocato in Serie A e B con Torino, Chievo, Benevento, Genoa, Como e Cremonese e vanta presenze con tutte le principali nazionali giovanili azzurre fino all’Under 21.

Perugia, però, è stata una tappa importante all’inizio della sua carriera. Arrivò in prestito dal Torino nel 2014, appena diciottenne, e rimase per due stagioni. Il debutto arrivò proprio il 23 agosto 2014 in Coppa Italia contro lo Spezia, con tanto di gol decisivo nei supplementari. Nel primo campionato di B partecipò alla corsa fino ai playoff e segnò anche nel derby del Curi contro la Ternana, terminato 2-2. Complessivamente con il Grifo mise insieme 52 presenze e 9 reti nelle competizioni ufficiali, prima di tornare al Torino e affacciarsi alla Serie A.

Parigini ha già lasciato il segno nella nuova avventura: il rigore segnato a Latina è stato il primo gol ufficiale dell’Ostiamare 2026/27. Per il Grifo sarà uno degli uomini da tenere d’occhio in una neopromossa che, almeno sul mercato, ha fatto di tutto per non presentarsi in Serie C con l’abito della semplice matricola.

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